Botho Strauß su Heidegger

Il 19 settembre 2008, la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha pubblicato un lungo articolo dello scrittore e drammaturgo tedesco Botho Strauß, intitolato “Heideggers Gedichte”. Si tratta di una recensione della raccolta Gedachtes, pubblicata come volume 81 della Gesamtausgabe heideggeriana. Il testo si segnala per il tono in esso tenuto, per l’ascolto che un simile tono presuppone, e per l’attenzione al Denkweg di cui esso testimonia – tono, ascolto e attenzione che sono affatto rari, soprattutto, ma non soltanto, nella Germania di questi ultimi decenni.

 

La pedagogia dopo Platone

Pubblichiamo il saggio di Ivo De Gennaro “La pedagogia dopo Platone”. Si tratta della versione rielaborata di una relazione tenuta al Convegno L’educazione nel nuovo millennio in prospettiva europea: la complessità, i valori, la conoscenza scientifica, svoltosi nel 2002 presso l’Accademia di studi italo-tedeschi di Merano. Partendo da una delucidazione della paideia platonica per indicare, infine, il senso che l’educazione assume nel circuito della formatazione e dell’avvaloramento performativo, il testo mostra come la pedagogia sia oggi a un bivio, che consiste in due attendibili risposte al tratto di fondo che determina la nostra epoca.

A sinistra: Paul Klee, weiland Philosoph (1940)

De Gennaro - La pedagogia dopo Platone

Kant: essere e finitudine

Pubblichiamo il saggio di Ivo De Gennaro intitolato “Kant: essere e finitudine”. Il testo riprende una relazione tenuta al simposio “Immanuel Kant (1724-1804) nel 200º anniversario della morte”, svoltosi nel marzo 2004 presso l’Accademia di studi italo-tedeschi di Merano. Lo studio conclude che, per Kant, “ogni funzione dell’intelletto, l’intera logica e, infine (cioè: in primo luogo), la stessa filosofia trascendentale è incardinata nell’indole di finitezza la cui predicazione suona: io penso che è“. Tale indole si costituisce quale insoggettivo-inoggettivo “oltre” – l’orizzonte di finitezza, appunto – a cui l'”io penso” resta nascostamente addetto.

A sinistra: Hashimoto Kansetsu, “Sera d’estate”

De Gennaro - Kant: essere e finitudine