Pensare la lingua madre: Niccolò Tommaseo

Pubblichiamo il saggio di Maurizio Borghi Pensare la lingua madre: Niccolò Tommaseo. L’articolo riprende il testo di una lezione tenuta agli studenti di Italiano della San Francisco State University nell’Aprile 2006, in cui si tenta una puntualizzazione di alcuni tratti costitutivi della lingua madre a partire dal Dizionario dei sinonimi e altri scritti di Tommaseo. La riflessione si basa, in particolare, sui saggi tommaseani raccolti nel volume La mirabile sapienza della lingua, a cura di M. Borghi (Christian Marinotti Edizioni, 2005). Si veda qui una presentazione del volume.

A sinistra: Georges Bracque, Oiseau bleu et gris

Borghi_Pensare la lingua madre: Niccolò Tommaseo

Le cinque vocali di eudia

Eudia, annuario di pensiero, poesia e arte, nasce sotto il segno delle cinque vocali, ovvero dei più elementari suoni della lingua madre. La figura delle cinque vocali ci ricorda che il pensiero si genera sempre nell’elemento della parola, e che, nel pensiero, restiamo sempre allievi della “scuola elementare” della lingua. Così, solo restando allievo in questo peculiare senso, l’uomo può divenire autore “del” pensare.
In una pagina del Convivio nella quale discute l’etimologia della parola “autore”, Dante scrive:

“Questo vocabulo, cioè ‘autore’ … può discendere da due principii: l’uno si è d’uno verbo molto lasciato da l’uso in gramatica, che significa tanto quanto ‘legare parole’, cioè auieo. E chi ben guarda lui, ne la sua prima voce apertamente vedrà che elli stesso lo dimostra, che solo di legame di parole è fatto, cioè di sole cinque vocali, che sono anima e legame d’ogni parole, e composto d’esse per modo volubile, a figurare imagine di legame. Chè, cominciando da l’A, ne l’U quindi si rivolve, e viene diritto per I ne l’E, quindi si rivolve e torna ne l’O; sì che veramente imagina questa figura: A, E, I, O, U, la quale è figura di legame.”

La figura di legame resta la figura guida di Eudia, annuario di pensiero, poesia e arte.

 

Ancora sul “caso Heidegger”

Sulla prima pagina della Repubblica di oggi è apparso un lungo articolo di Adriano Sofri dal titolo Il nazismo di Heidegger e i conti col passato, in cui si ripropone la vexata quaestio del c.d. nazismo di Heidegger.
Nell’attesa che venga pubblicato su questo sito il Libro bianco sul “caso Heidegger”, ricordiamo che la suddetta questione ha già ricevuto un importante, e per certi versi definitivo chiarimento con la pubblicazione degli Scritti politici di Heidegger, usciti in traduzione italiana quasi dieci anni fa.
Invitiamo a rileggere l’ampio saggio introduttivo di François Fédier Venire a maggiore decenza: una puntuale analisi dei motivi che guidarono l’impegno politico di Heidegger nel 1933, oltre che una mirabile ricostruzione del contesto storico in cui avvenne l’ascesa al potere di Hitler.   Venire a maggiore decenza