Saggio | L’idillio della lingua madre. «L’infinito» di Leopardi (seconda versione)

Oggi finisce l’anno del bicentenario della poesia “idillica” intitolata L’infinito — almeno secondo i calcoli degli storici della letteratura, i quali poi giustamente ricordano come il termine «idillio» fosse stato abbandonato dal poeta a partire dalla prima stampa fiorentina dei Canti. Tuttavia, è necessario — per il  colloquio del pensare con il poetare — che questa denominazione sia conservata. Il saggio di Gino Zaccaria tenta di mostrare tale necessità, muovendo dal chiarimento della stessa parola «idillio» in quanto «fuga di figure che, nel suo canto, serba memoria della piccolezza dell’uomo».

«Quando egli (…) stupisce della sua piccolezza, e profondamente sentendola e intentamente riguardandola, si confonde quasi col nulla, e perde quasi se stesso nel pensiero della immensità delle cose…» (Zibaldone 3171)

Paul Klee, Vor dem Blitz (1923)

Zaccaria — Idillio

Aufsatz | Was kann die Philosophie?

 

Der Aufsatz von Ivo De Gennaro gibt den leicht überarbeiteten Text eines Vortrags auf der Tagung „Was kann Philosophie?“, die am 5. Oktober 2019, unter der Leitung von Georg Siller, anlässlich des zehnjährigen Bestehens des „Philosophischen Cafés“ der urania meran an der Akademie für deutsch-italienische Studien abgehalten wurde.

Die Themenstellung wird durch die Angabe einer Formel für das Können der Philosophie und deren Erläuterung durch zwei Positionen der Philosophiegeschichte durchgeführt. Der Schlussteil weist hin auf ein heute nötiges Können, das sich, gemäß der genannten Formel, nicht mehr der Philosophie zurechnen lässt.

 

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Paul Klee, Scheidung Abends (1922)

De Gennaro — Philosophie

 

Saggio | Was ist das — der Mensch?

In questo saggio, Gino Zaccaria propone una fenomenologia dell’essenza dell’uomo alla luce dello scisma tra il brutum bestiale e il nulla-tenente.

La fenomenologia è scandita in quattro passi. Nel primo, si tenta di udire la questione-guida del titolo. Nel secondo, l’attenzione cade sul senso del «noi» in quanto interroganti. Nel terzo, si delinea il nesso tra l’essere del «noi» e l’interrogazione dello scisma d’essere. Nel quarto passo, si accenna alla relazione tra l’abitare dell’uomo e il canto.

Caspar David Friedrich, Der Mönch am Meer (1808-1810)

Zaccaria — Mensch

Essai | Lire Heidegger sans délirer

Il saggio di François Fédier prende in esame alcuni passi degli Schwarze Hefte di Heidegger su cui Peter Trawny, e altri con lui, hanno elaborato la tesi di un “antisemitismo storico-ontologico” inscritto nel pensiero del filosofo tedesco. Fédier mostra come gli argomenti a sostegno di tale tesi non trovino riscontro in una lettura onesta e obiettiva dei testi. Ma soprattutto mostra come i testi in questione, lungi dall’esprimere posizioni “antisemite”, costituiscano in realtà una critica profonda dell’ideologia hitleriana e dell’antisemitismo.

La tesi di Trawny, nel capovolgere e stravolgere il senso di ciò che i passi di Heidegger pongono dinanzi agli occhi del lettore, costituisce una fondamentale violazione dell’etica dell’interpretazione.

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Chicco Calleri, Martin Heidegger al seminario del Thor (2002 — da una fotografia di Fédier)

Fédier — Lire Heidegger sans délirer 

Saggio | Tradurre l’Aristotele etico nel Rinascimento. Il caso di Gregorio Tifernate

Gregorio Tifernate (1414-1464) realizzò traduzioni latine dal greco antico di pseudo-Timeo di Locri, Aristotele, Teofrasto, Dione di Prusa e Strabone. Le traduzioni dello Stagirita comprendono versioni dei due libri dei Magna moralia e dei libri I-III e VII-VIII dell’Etica Eudemia. Il presente saggio di John Butcher si propone di ricostruire la storia dell’elaborazione e della diffusione manoscritta delle traduzioni del Tifernate dall’Aristotele etico, fornendo in appendice puntuali analisi linguistiche di alcuni brani tratti dalle latinizzazioni dei Magna moralia e dell’Etica Eudemia.

Pietro Vannucci (detto “il Perugino“), Fortezza e temperanza sopra sei eroi antichi (particolare; 1496-1500)

Butcher — Tifernate

Aufsatz | Denkzeit — Auszeit

In seinem Text “Denkzeit – Auszeit”, der erstmals anlässlich einer Tagung an der Akademie Meran zum Thema „Was kann Philosophie?“ vorgetragen wurde, geht Jürgen Gedinat dem eigentümlichen Können des philosophischen Wissens nach. Ausgangspunkt seiner Überlegungen ist eine Erläuterung der Bedeutung des Wortes „können“, das früher ein Präteritum war. Die weiteren Ausführungen stützen sich in erster Linie auf Parmenides, Heraklit, Platon und Aristoteles. Von der Philosophie als erster Wissenschaft sagt letzterer u.a.: „Notwendiger als diese sind alle anderen, besser aber keine.”

Pelops und Hippodamia (1. Jh. v. Chr. — British Museum)

Gedinat — Denkzeit

Fabel | Lupus et Agnus (Phaedrus, Fabulae I 1)

Aus der Sammlung des Phaedrus präsentiert eudia die Fabel von „Wolf und Lamm“ in neuer deutscher Übersetzung.

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„Wegen jener Menschen ist diese Dichtung dem Schriftlauf der Geschichte anheimgegeben, die es — im geschichtslosen Gedichte machenschaftlicher Streitgründe enthemmt — jäh schaffen, schadlosen Seelen jeglichen Zug des Daseins erlahmen zu lassen.“

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Heinrich Steinhöwel, De lupo et agno (um 1476)

Phaedrus — Lupus et Agnus

Saggio | Ontologia dell’infinito

Pubblichiamo un saggio tratto dal seminario che Gino Zaccaria ha tenuto il 26 luglio 2019 nell’ambito della terza edizione del progetto ScienzaNuova (www.scienzanuova.org).

Il saggio (ora in seconda versione), muovendo dalla fenomenologia aristotelica dell’ἄπειρον, e attraverso un cenno al “frammento breve” di  Anassimandro, giunge a una puntualizzazione del senso leopardiano dell’infinito.

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Paul Klee, gleich unendlich (1932)

Zaccaria — Infinito