| La Rektoratsrede e la "libertà tradita" |
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| Giovedì 17 Gennaio 2008 01:00 | |
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Intervistato dal Tg2 sulla mancata visita di Benedetto XVI all’università La Sapienza di Roma, Giuliano Ferrara ha paragonato gli illiberali professori di oggi con “gli Heidegger” degli anni Trenta: «E’ dai cupi anni Trenta che un certo tipo di chierici, di intellettuali, tradiscono la libertà, la libertà di parola, dunque la libertà: ieri fu il turno degli Heidegger, autore del [ sic ] Rektoratsrede, ora è il turno degli Asor Rosa e dei Marcello Cini: non c’è niente di nuovo.» La Rektoratsrede è spesso citata come esempio di “alto tradimento” (della filosofia, dell’università, del “ruolo dell’intellettuale”, ecc.). Pochi, però, l’hanno letta e studiata. A cominciare dal titolo: Die Selbstbehauptung der deutschen Universität – la quadratura in se stessa dell’università tedesca, ovvero: la ferma resistenza dell’università, quale fulcro del sapiente interrogare, contro l’«intimo soqquadro» che minaccia l’essenza del sapere scientifico. Su eudia è disponibile la traduzione italiana curata da Gino Zaccaria.
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Da oggi è inoltre disponibile l’Intervista allo Spiegel del 1966, in cui Heidegger chiarisce, tra le altre cose, il contesto e i motivi che lo spinsero ad assumere la carica di rettore dell’Università di Friburgo nel 1933.
| Heidegger - Intervista dallo Spiegel |
I due testi fanno parte degli Scritti politici di Martin Heidegger, pubblicati da Piemme nel 1998.


