Domenica, 05 Febbraio 2012

La Rektoratsrede e la "libertà tradita" Stampa E-mail
Giovedì 17 Gennaio 2008 01:00

Intervistato dal Tg2 sulla mancata visita di Benedetto XVI all’università La Sapienza di Roma, Giuliano Ferrara ha paragonato gli illiberali professori di oggi con “gli Heidegger” degli anni Trenta:

«E’ dai cupi anni Trenta che un certo tipo di chierici, di intellettuali, tradiscono la libertà, la libertà di parola, dunque la libertà: ieri fu il turno degli Heidegger, autore del [ sic ] Rektoratsrede, ora è il turno degli Asor Rosa e dei Marcello Cini: non c’è niente di nuovo.»
(Tg2 del 15 gennaio 2008)

La Rektoratsrede è spesso citata come esempio di “alto tradimento” (della filosofia, dell’università, del “ruolo dell’intellettuale”, ecc.). Pochi, però, l’hanno letta e studiata. A cominciare dal titolo: Die Selbstbehauptung der deutschen Universität – la quadratura in se stessa dell’università tedesca, ovvero: la ferma resistenza dell’università, quale fulcro del sapiente interrogare, contro l’«intimo soqquadro» che minaccia l’essenza del sapere scientifico.

Su eudia è disponibile la traduzione italiana curata da Gino Zaccaria.

Heidegger - Discorso di rettorato

Da oggi è inoltre disponibile l’Intervista allo Spiegel del 1966, in cui Heidegger chiarisce, tra le altre cose, il contesto e i motivi che lo spinsero ad assumere la carica di rettore dell’Università di Friburgo nel 1933.

Heidegger - Intervista dallo Spiegel

I due testi fanno parte degli Scritti politici di Martin Heidegger, pubblicati da Piemme nel 1998.

 

 
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